Le sculture funerarie del Montariolo

Durante la campagne di scavo del 1987 condotta presso il grande tumulo sito nella piana di Corvaro sono stati rinvenuti quattro frammenti scultorei, realizzati in pietra calcarea locale, databili tra la fine del VII e il VI sec. a.C. Tali frammenti, venuti in luce in tempi diversi, al momento del rinvenimento erano collocati all’interno del monumento funerario in aree differenti. La loro posizione e la loro collocazione lasciano intuire che vennero riutilizzati e che la loro collocazione originaria dovesse essere diversa da quella del ritrovamento. I frammenti scultorei sono riferibili ad animali fantastici o comunque ad animali non presenti sul territorio italico e per poterli meglio identificare sono stati denominati con le lettere A, B, C e D. Il frammento A, identificabile verosimilmente con la metà inferiore di una sfinge –figura mitica proveniente dall’antico Oriente rappresentata generalmente nell’antichità classica con testa femminile e corpo leonino alato – è stato rinvenuto all’interno del cordolo perimetrale nell’area nord-est del tumulo. La scultura, insieme ad altre grosse pietre, costituiva la delimitazione della fossa della tomba 44. I frammenti B e D, rinvenuti durante la rimozione del numeroso pietrame che costituiva il tumulo, raffigurano rispettivamente un felino (leone? pantera?) e la parte terminale di due zampe sempre di felino, il C risulta invece di non facile lettura.

Già nel VII sec. a.C. si diffonde in Occidente un repertorio di animali fantastici, soprattutto tramite l’importazione della ceramica dall’Oriente greco (Vicino Oriente), che trova originali rielaborazioni nelle produzioni artigianali etrusche. Soprattutto a Vulci e a Tuscania il bestiario fantastico trova particolare fortuna, in quanto nel VI sec. a.C. maestranze specializzate danno vita a una produzione scultorea, destinata alla decorazione delle aree funerarie. Tali animali fantastici venivano posti a guardia dei sepolcri o svolgevano la funzione di compagni dell’ultimo viaggio, quello verso l’Aldilà.