La necropoli di Cartore

Nell’area della Riserva Naturale Parziale “Montagne della Duchessa”, nella frazione di Cartore, al margine sud-est della piana di Corvaro, è stata individuata una necropoli di tombe a tumulo. Il sepolcreto si trova a circa 2 km di distanza dal grande tumulo di Corvaro ed è stato oggetto di danneggiamenti e saccheggi, avvenuti nel corso del tempo, dovuti oltre all’attività di scavatori clandestini anche ad insensati interventi antropici. I tumuli, che presentano un diametro compreso tra i 28 e i 30 metri, sono realizzati in terra e pietrame sono delimitati da un circolo costituito da scheggioni di pietre non lavorate. Le indagini archeologiche, condotte dalla Soprintendenza hanno avuto luogo nel 1989 per proseguire successivamente nel 1999-2000, e hanno interessato due sepolcri il tumulo I e il Tumulo II. Lo scavo del tumulo I è stato effettuato solo parzialmente per mancanza di finanziamenti, mentre l’esplorazione del tumulo II è stata possibile solo nella parte al disotto della calotta di terra e pietre, che doveva coprirlo, in quanto la stessa era stata spianata a causa del passaggio di una strada sterrata. Anche questi grandi sepolcri sono destinati a sepolture collettive i cui corredi funerari, riferibili in gran parte a individui armati, sono costituiti da armi come la spada o il pugnale associati a una lancia o a un giavellotto. L’ornamento personale è costituito da fibule (spilla di sicurezza/fermaglio), in bronzo e in ferro, in numero variabile fino ad un massimo di sei, disposte perlopiù all’altezza del petto dell’inumato. Nessuna tomba, analogamente a quanto riscontrato nelle sepolture dello stesso periodo cronologico del grande tumulo della piana di Corvaro, ha restituito materiale ceramico. Gli oggetti rinvenuti nelle sepolture permettono di datarle tra il VII-V sec. a.C.

Il tumulo I

Lo scavo ha avuto inizio nel settembre del 2000, misura 28 m di diametro ed è stato oggetto di una sola campagna di indagini. Prima di procedere con lo scavo si è reso necessario rimuovere la vegetazione spontanea, in gran parte arborea, che ricopriva quasi completamente il manufatto. Il sepolcro – caratterizzato dalla presenza di quattro stele funerarie (segnacoli) in pietra, originariamente poste in verticale ad altezza decrescente compresa tra i 3 m e 1,50 m e attualmente giacenti sul terreno. Il sepolcro, a differenza del tumulo II, è apparso ben conservato anche nell’alzato. Il circolo di pietre non lavorate, che delimita il monumento funerario, si è perfettamente conservato ad eccezione di un piccolo tratto a sud-ovest. Il contenimento della collina artificiale non è affidato a setti murari radiali, come nel grande tumulo della piana di Corvaro, bensì a terrazzamenti circolari di pietre destinati a contenere una struttura costituita in gran parte da terra. Le indagini archeologiche, purtroppo interrotte per l’assenza di adeguati finanziamenti, hanno permesso l’individuazione di 15 tombe – in parte realizzate in fosse terragne e in parte scavate nel banco ghiaioso su cui si erge il tumulo – delle quali ne sono state scavate 12. Di queste sepolture solo 6 hanno restituito il corredo (tombe 1-4, 8-9) costituito da armi da offesa associate in alcuni casi ad una o più fibule(spilla di sicurezza/fermaglio)in bronzo e sono inquadrabili nell’ambito del VI-V sec. a.C. Le rimanenti sepolture sono risultate in parte prive di corredo (tombe 5,6,7,10,11,12) e in parte hanno restituito minuti frammenti di materiali che non permettono di identificare gli oggetti in esse contenuti.

Il Tumulo II

Il tumulo II, oggetto di due campagne di scavo nel 1989 e successivamente nel 1999, si presentava privo della calotta superiore, in quanto questa a causa del passaggio di una strada sterrata e della realizzazione di un edificio adibito a stalla, venne asportata fino al piano di campagna. Nel sepolcro sono state rinvenute 39 tombe, 12 con corredo di cui solo 7 appartenenti a armati, e una fossa circolare leggermente decentrata rispetto al centro del monumento, denominata al momento dello scavo tomba 9, scavata nel banco geologico e sigillata da pietre calcaree irregolari di grandi dimensioni. Le sepolture, databili tra il VII e V sec. a.C., sono variamente orientate e disposte in senso rotatorio rispetto al centro del sepolcro. Tuttavia a differenza di quanto riscontrato nel grande tumulo di Corvaro, per le tombe dello stesso periodo, talvolta le deposizioni invece che in fosse terragne, appaiono scavate nel banco geologico ghiaioso con il defunto deposto a una notevole profondità. La fossa denominata tomba 9, ha una profondità di 0,50 m e un diametro di 1,50 m e riveste una notevole importanza in quanto, priva di resti umani, conteneva al suo interno diversi materiali. Questi collocabili cronologicamente in una fase avanzata dell’età Orientalizzante (fine VII – inizi VI sec. a.C.) consistevano in numerosi frammenti ceramici riferibili a tre differenti vasi, una collana con elementi in osso, delle placchette in osso con decorazione incisa (manici?); alcuni frammenti di lamina in bronzo decorata a sbalzo, alcuni elementi di legno rivestiti in ferro e una lama di coltello. La fossa parrebbe avere un valore esclusivamente rituale, al cui riguardo potrebbero essere fatte numerose ipotesi: non ultima quella di riconoscervi una sorta di cenotafio, cioè una tomba non contenente ossa e realizzata in memoria di una persona sepolta altrove.

Il sepolcreto di Torano

A causa di scavi clandestini è stata individuata nel Comune di Borgorose, in località Pietra Ritta nella frazione di Torano, una necropoli di tombe a tumulo. I materiali, all’epoca in parte consegnati alla Soprintendenza e quelli in parte fortunosamente recuperati sul posto dalla stessa, hanno dato l’avvio alle ricerche archeologiche. La necropoli, che copre una superficie di quasi 3 ettari, è seriamente compromessa. Una parte dei terreni infatti sono utilizzati per attività estrattive di cava ed altre parti sono profondamente alterate a causa delle attività agricole effettuate nel tempo e dalla realizzazione dell’autostrada tanto da non conservare più l’originaria quota di campagna. Dove i terreni conservano integra la quota antica, infatti, si riconoscono ancora oggi le emergenze dei monumenti funerari.

Sono stati individuati 14 tumuli. Questi appaiono di forma circolare piuttosto ben definita dal diametro variabile tra i 5 e i 12m e con un’altezza tra i 40 e gli 80cm.Sull’antico piano di campagna sono stati costruiti i monumenti funerari, realizzati con terra pressata ricoperta da uno strato di pietre calcaree che ne protegge il volume, secondo uno schema molto semplice. Tutti sono privi delle pietre che delimitano spazialmente il sepolcro. Nella maggior parte dei casi si tratta di tombe a tumulo ad inumazione singola, poi spesso riutilizzate tanto che ciascun tumulo diviene una specie di sepolcro collettivo ospitando svariate sepolture singole, forse relative ad uno stesso gruppo familiare. Dai dati archeologici e dai dati antropologici disponibili è possibile stabilire che in queste sepolture sono presenti individui maschili adulti e armati, con la stessa tipologia di armi che si rinvengono sia nel grande tumulo di Corvaro che nei sepolcri di Cartore. Lo studio complessivo dei resti umani, che in realtà sono scarsamente conservati, permetterà di individuare la presenza o meno di sepolture femminili. La necropoli si può inquadrare tra VII e VI sec. a.C.